Calcio

Monopoli, mister Scienza. La sua prima in sala stampa

Non c’è, evidentemente, tempo da perdere. Ha già diretto il suo primo allenamento in mattina, e nel pomeriggio sosterrà la seconda seduta. Beppe Scienza si presenta alla stampa e ai suoi nuovi tifosi. Mancano le sue iniziali sulla sua nuova uniforme color arancio – ma per questi dettagli c’è tempo. Il neo tecnico biancoverde che, lo ricordiamo ha firmato appena ieri l’accordo col Monopoli che lo legherà sino a fine stagione con opzione per la successiva, è stato introdotto da patron Onofrio Lopez, il quale non ha dimenticato di ringraziare Tangorra e il suo staff per il lavoro svolto. Immancabile il “mea culpa” della società, perché, come quando accadono le interruzioni di lavoro, le colpe non sono mai univoche. La convinzione comune, nonché della dirigenza, resta del parere che il parco giocatori a disposizioni sia di buon livello, e con questo potenziale provare a chiedere al nuovo allenatore di invertire la rotta degli ultimi due mesi. Sulla stessa lunghezza, il presidente Enzo Mastronardi, l’AD Alessandro Laricchia e il diesse Alfio Pelliccioni che vi hanno presenziato. “La mia scelta è caduta su un allenatore moderno – ha tenuto a sottolineare il direttore sammarinese – ricordando come il neo allenatore abbia già alle spalle esperienze anche di Serie B italiana, o come in un campionato estero. Contento per la scelta di aver accettato Monopoli. Pelliccioni l’ha voluto fortemente, tanto da aver spinto fortemente la candidatura”. La parola passa ora al nuovo mister: “Ho accettato con grande entusiasmo. Ci abbiamo messo pochissimo per accattare quest’avventura. Credo nel progetto di questa società, e credo molto in questa squadra. Arrivo in un momento delicato, ma, colui che mi ha preceduto ha fatto delle cose positive. Ho trovato (stamattina) una squadra tonica, ben allenata e con un buon atteggiamento. Ho fiducia e l’entusiasmo per cercare di fare un buon lavoro, sperando che sia lungo e più duraturo possibile. Non sono arrivato a Monopoli per passare 4-5 mesi. Ma, vorrei fare qualcosa di bello, duraturo ed importante”. Sul modulo da adottare e semmai ci può essere l’esigenza di rivedere qualcosa nello spogliatoio.“Inizio col dire che intendo resettare tutto quello che c’è stato prima. Per me, un gruppo di calciatori equivale a un gruppo di guerrieri che va in battaglia. Sono tutti dei fratelli,  devono aiutarsi e proteggersi reciprocamente, dal primo all’ultimo momento. Una squadra deve andare oltre alla professione. Sul modulo, essendoci una partita molto ravvicinata, è necessario un tempo meno ridotto di questo per capire se si potranno apportare dei cambiamenti eventualmente. Nel momento in cui molte certezze sono venute meno, vorrei evitare di andare a calcare la mano su quella direzione. La prossima partita è una di quelle da portare a casa. In questo momento, giocare bene giocare male non fa differenza. Dopo la sosta avremo tutto il tempo per conoscerci meglio e sviluppare le strategie e i programmi di lavoro. Tendenzialmente non andrei a creare troppe turbolenze con cambi drastici. Ci sarà qualche aggiustamento, ma senza andare a creare problemi. Ho lavorato molto sul 4-3-3, ma è anche giusto creare un vestito che si adatti il più possibile al materiale umano che si ha a disposizione. Più che l’aspetto tattico credo nel concetto di gioco, provando a dare alla squadra una mia impronta di gioco, come ho sempre fatto in tutti i club precedenti, con pregi e difetti. La mia è una mentalità offensiva. Bisogna vincere la paura, e scacciare questi fantasmi si sono materializzati negli ultimi tempi. Per cui, giocare sempre con coraggio. Ci sono passato anch’io come giocatore in questo tipo di momento psicologico. Il momento è certo delicato, ma la grossa ancora di salvataggio dei giocatori è il lavoro. Lavoro, parlare poco, compattarsi, unirsi. Se lavoreranno sempre come ho visto che hanno fatto oggi, allora non tarderanno a tornare anche i risultati”.

 

 

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