Calcio

Ecco la Sicula Leonzio, prossima avversaria del Monopoli

– I lentinesi tornano a calcare i campi di Terza Serie dopo 23 stagioni –

“Acqua passata non macina mulinu”. Nel dialetto della Sicilia orientale sta a significare che, “l’acqua già passata dalla pala non fa girare più la macina”. Per cui, è da considerare lungimirante il presidente Giuseppe Leonardi (imprenditore catanese della Siciula Trasporti) che ha rivoluzionato l’intera rosa della squadra. Sorta quasi 119 anni fa, successivamente reduce da quattro rifondazioni, la Sicula Leonzio (nell’istantanea di Cristian Photo, un recente schieramento) ha assunto questa denominazione a partire dal 2013. Curiosa, ma non troppo, la storica migrazione – datata 1988 – del titolo sportivo dell’Atletico Catania di Salvatore Tabita nella non lontana città di Lentini. Da qui nacque l’Atletico Leonzio, che poté tornare a giocare in C2. L’ultimo incrocio con il Monopoli risale al campionato di serie C2 1992-93: siciliani promossi in C1, biancoverdi dodicesimi. Amaro il doppio confronto per il Gabbiano che venne sconfitto sia a Lentini che al Veneziani. E’ di 4 punti sui potenziali 6 il bottino dei bianconeri in campionato guidati da Pino Rigoli; capaci di fermare prima il Matera, costringendolo alla resa sul rettangolo del ‘Nobile’ e, bloccare sullo 0-0 la corazzata Trapani nell’ultima trasferta.

Rivoltata come un calzino, rispetto allo scorso anno la rosa di prima squadra, con ben 25 nuovi volti

Non si può certo dire che il lavoro in sinergia tra mister Rigoli e il diesse Mignemi non sia stato oculato ed operoso. Durante la sessione estiva di calciomercato sono giunte 25 nuove pedine, ed, almeno altrettante hanno fatto il percorso inverso.

Il dettaglio di tutti i nuovi arrivi:

portieri – l’esperto Narciso prelevato dal Teramo (via Foggia), il classe ’97 Ciotti dalla Virtus S. Nicolò, il classe 2000 La Cagnina dalla Sancataldese;

difensori – dal Palermo il ’97 Giuliano, l’altrettanto ’97 Granata dal Napoli, Gianola dalla Reggina, Camilleri dal Teramo, il ’95 Pollace dalla Racing Roma, il ’95 Monteleone dal Padova (via Palermo), Aquilanti proveniente dal Feralpisalò, Squillace dal Fondi, De Rossi dal Catania;

centrocampisti – Marano dalla Viterbese, il ’95 D’Angelo dal Matera, il ’95 Esposito dalla Juve Stabia, dall’Igea Virtus il classe ’97 Cozza, oltre a Davì dal Feralpisalò;

attaccanti – il ’96 De Felice dal Real Florio, Gammone dal Melfi, il ’96 Russo dal Bra, il ’97 Bonfiglio dal Palermo, l’italo-brasiliano classe ’96 Ferreira dal Rende, Arcidiacono dall’Arezzo, il portoghese Diogo Tavares dal Catanzaro, oltre che il ‘94 Bollino dal Taranto.

Se si fa eccezione del solo Andrea D’Amico – un centrocampista – non c’è stata praticamente quasi nessuna riconferma rispetto alla stagione della promozione in C.

Questo un tipico 4-3-3 dell’ex tecnico di Akragas e Catania Pino Rigoli:

Il tranese Narciso tra i pali; terza linea da destra a sinistra formata da De Rossi, Gianola, Camilleri e Squillace; centrocampo affidato a D’Angelo, Esposito e Marano; tridente offensivo ad appannaggio di Bollino, Tavares (o Ferreira) e Arcidiacono. A disposizione: Ciotti, Giuliano, Pollace, Monteleone, Cozza, D’Amico, Russo, Bonfiglio, Ferreira (Tavares).

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